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Corte di giustizia UE: nessuna spesa in più se si annulla il biglietto aereo o non ci si presenta

La Corte di giustizia dell’Unione Europea, nella causa C-290/16, ha precisato che, per il principio di trasparenza dei prezzi imposto dal regolamento sulla prestazione dei servizi aerei, la compagnia di volo deve sempre specificare dettagliatamente gli importi dovuti per ogni singola voce di spesa. La società ha quindi un onere di indicare analiticamente gli importi dovuti dai clienti per le tasse, i diritti aeroportuali nonché pergli ulteriori supplementi, separandoli dalla tariffa passeggeri. Nuocerebbe quindi al principio di trasparenza un prospetto di prezzo per il consumatore che indichi unitariamente l’importo di tariffa passeggeri, dazi e tasse, senza darne distinta e analitica indicazione. Esaurito questo primo profilo, la corte si è interessata a un secondo snodo nevralgico della contrattazione tra cliente e compagnia aerea.

Il caso: la compagnia tedesca Air Berlin

La Corte di giustizia dell’Unione Europea si è recentemente pronunciata su un interessante caso di tutela del consumatore viaggiatore nei confronti delle compagnie aeree. In particolare la società tedesca Air Berlin aveva previsto che, in caso di annullamento della prenotazione o mancata presentazione all’imbarco, il cliente avesse sì diritto al rimborso, ma con la decurtazione di una somma forfettaria per spese amministrative. Un’associazione di consumatori ha impugnato la clausola, chiedendo che fosse dichiarata nulla alla luce del grave pregiudizio causato ai danni del consumatore: il rimborso avrebbe dovuto essere totale, senza alcuna riduzione. La compagnia aerea si è quindi trincerata dietro la libertà in materie di tariffe riconosciuta ai vettori aerei nell’ordinamento dell’Unione Europea. Alla C.G.U.E. si domanda se sia conforme al diritto europeo una legge nazionale che circoscriva la libertà in materia di tariffe, escludendo siffatta decurtazione sul rimborso.

 La decisione della Corte di giustizia

La Corte di giustizia dell’Unione Europea, con la sentenza nella causa C-290/16 del 6 luglio 2017, ha affermato un importante principio di diritto a tutela del consumatore che acquisti biglietti da una compagnia aerea: la libertà in materia di tariffe riconosciuta ai vettori aerei non include il diritto di imporre spese forfettarie supplementari a chi disdica la prenotazione o non si presenti al volo. NomoLex Avvocato Roma

Fonte: MasterLex

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