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TAR, Puglia-Bari, sez. III, sentenza 01/07/2016 n° 842

L’impugnativa della sola delibera del consiglio comunale resa nell’ambito del procedimento volto al rilascio del permesso a costruire in deroga agli strumenti urbanistici ex art. 14 T.U.Ed. è inammissibile per difetto di interesse.

Tanto è stato chiarito dal Tribunale Amministrativo Barese con sentenza n. 842 del 1° luglio 2016 resa addirittura in forma semplificata, ove il Collegio Giudicante ha specificato che la delibera consiliare in esame non ha rilevanza esterna ovvero non ha autonoma capacità lesiva di interessi.

Invero, sia il comma 1 che il comma 1-bis dell’art. 14 T.U. Ed. specificano che il permesso a costruire in deroga viene rilasciato a determinate condizioni ed ipotesi definite, previa deliberazione del Consiglio Comunale.

La necessità della deliberazione consiliare – prima del rilascio da parte del dirigente competente del permesso di costruire in deroga – è in linea con le attribuzioni del Consiglio Comunale in materia di pianificazione urbanistica e territoriale ed eventuale deroga alla stessa materia previste dall’art. 42, comma 2, lett. b), D.lgs. 18 agosto 2000, n. 267: si tratta infatti di interventi che incidono sulle disposizioni urbanistiche ordinarie.

Ad ogni modo, occorre evidenziare che la deliberazione del Consiglio comunale contiene soltanto gli indirizzi cui deve uniformarsi il dirigente incaricato a rilasciare il permesso di costruire in deroga. La deliberazione consiliare in esame contiene infatti l’indirizzo politico di governo del territorio che spiega gli interessi perseguiti dall’Amministrazione e a cui dovrà uniformarsi l’Ufficio tecnico allorquando andrà ad adottare il permesso a costruire in deroga e tutti gli atti necessari e conseguenti a tale rilascio.

La giurisprudenza che maggiormente si è occupata del tema ha avuto modo di chiarire che “l’atto terminale del procedimento in questione è costituito dal titolo edilizio concesso in deroga, atto di attribuzione dirigenziale, mentre, la previa deliberazione del consiglio comunale si configura come atto interno del procedimento, non immediatamente lesivo, impugnabile – assieme agli atti di uguale natura confluiti nel procedimento stesso – solo congiuntamente all’atto finale, una volta emanato”.

Altra parte della giurisprudenza ha specificato che “la deliberazione consiliare costituisce un elemento necessario del procedimento destinato a sfociare nel rilascio o diniego del permesso in deroga, con la conseguenza che la sua eventuale assenza vizia il provvedimento finale, ma che d’altro canto l’atto terminale del procedimento è rappresentato proprio dal permesso di costruire in deroga, rispetto al quale la previa deliberazione del Consiglio comunale si configura come atto endoprocedimentale non immediatamente lesivo, impugnabile solo insieme al provvedimento finale di segno positivo o negativo”. NomoLex Legale Sciacca

 

Fonte: Altalex

 

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