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Primo via libera del Governo ai decreti attuativi della riforma della P.A.

Nella seduta del 23 febbraio 2017, n. 14, il Consiglio dei Ministri, su proposta della Ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione, Maria Anna Madia, ha approvato in esame preliminare 5 decreti legislativi contenenti disposizioni di attuazione della legge 7 agosto 2015, n. 124, con specifico riferimento alle seguenti materie:

  • pubblico impiego;
  • valutazione della performance dei dipendenti pubblici;
  • Corpo dei vigili del fuoco;
  • revisione dei ruoli delle forze di polizia;
  • documento unico di proprietà degli autoveicoli.

Vediamo più nel dettaglio il contenuto dei singoli decreti:

Pubblico impiego

Un primo decreto introduce modifiche ed integrazioni al Testo unico del pubblico impiego (decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165), dirette a perseguire i seguenti obiettivi:

  • il progressivo superamento del concetto di “dotazione organica”, nel rispetto dei limiti di spesa, attraverso l’introduzione del nuovo strumento del “Piano triennale dei fabbisogni”; vengono inoltre definiti gli obiettivi di contenimento delle assunzioni, differenziati secondo gli effettivi fabbisogni e la rilevazione delle competenze dei dipendenti;
  • lavoro flessibile: anche al fine di prevenire il precariato e per dare una soluzione transitoria alle situazioni pregresse, viene stabilito a regime il divieto per le pp.aa. di stipulare contratti di collaborazione e vengono introdotte procedure specifiche per l’assunzione a tempo indeterminato di personale in possesso dei requisiti;
  • nuove norme in materia di responsabilità disciplinare dei pubblici dipendenti, per accelerare e rendere effettiva l’azione disciplinare;
  • la possibilità di svolgimento di concorsi in forma centralizzata o aggregata su base regionale, e la definizione di limiti per gli idonei non vincitori in relazione al numero dei posti messi a concorso;
  • l’integrazione di persone con disabilità nell’ambiente lavorativo, anche con l’istituzione di una specifica Consulta nazionale.

Valutazione della performance dei dipendenti pubblici

Un secondo decreto apporta modifiche al decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, sempre in attuazione della legge n. 124 del 2015, con l’obiettivo di ottimizzare la produttività del lavoro pubblico e di garantire efficienza e trasparenza della P.A.

I principi ispiratori del provvedimento sono: la semplificazione delle norme sulla valutazione dei dipendenti pubblici; il riconoscimento del merito e della premialità; adozione di sistemi di valutazione razionali e integrati; semplificazione della disciplina in materia di valutazione e controlli interni.

Queste alcune delle novità previste:

  • viene chiarito che il rispetto delle norme sulla valutazione della performance costituisce condizione necessaria per l’erogazione di premi e rileva anche ai fini del riconoscimento di progressioni economiche, dell’attribuzione di incarichi di responsabilità al personale e del conferimento degli incarichi dirigenziali;
  • la valutazione negativa delle performance rileva anche ai fini dell’accertamento della responsabilità dirigenziale;
  • si stabilisce che la performance va misurata e valutata con riferimento all’amministrazione nel suo complesso, alle unità organizzative o aree di responsabilità in cui si articola e ai singoli dipendenti o gruppi di dipendenti;
  • accanto agli obiettivi specifici di ciascuna P.A. è introdotta la categoria degli “obiettivi generali”, che identificano le attività prioritarie delle pp.aa. coerentemente con le politiche nazionali, definiti in base al comparto di contrattazione collettiva di appartenenza;
  • gli OIV (organismi indipendenti di valutazione) dovranno verificare l’andamento delle performance rispetto agli obiettivi programmati e segnalare eventuali necessità di interventi correttivi, in base alle risultanze dei sistemi di controllo strategico e di gestione presenti nell’amministrazione;
  • si riconosce per la prima volta ai cittadini un ruolo attivo nella valutazione della performance organizzativa, attraverso sistemi di rilevamento della soddisfazione degli utenti circa la qualità dei servizi resi;
  • nella misurazione della performance individuale dei dirigenti, un peso prevalente è attribuito ai risultati della misurazione e valutazione della performance dell’ambito organizzativo di cui hanno diretta responsabilità;
  • è definito un coordinamento temporale tra l’adozione del Piano della performance e della Relazione e il ciclo di programmazione economico-finanziaria;
  • sono previsti nuovi meccanismi di distribuzione delle risorse destinate a remunerare la performance, affidati al contratto collettivo nazionale: il ccnl dovrà stabilire la quota di risorse destinate a remunerare, rispettivamente, la performance organizzativa e quella individuale e i criteri idonei a garantire che a valutazioni differenziate delle performancecorrispondano trattamenti economici differenziati.

Corpo dei vigili del fuoco

Il decreto modifica, fra le altre, le norme in materia di funzioni e compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco (decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139) e quelle sull’ordinamento del personale (decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217).

L’obiettivo perseguito è ottimizzare l’efficacia delle funzioni del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, anche in considerazione dell’avvenuta acquisizione delle competenze già spettanti al Corpo forestale tema di lotta attiva contro gli incendi boschivi e di spegnimento con mezzi aerei.

Il decreto dispone la revisione ed il riassetto delle strutture organizzative del Corpo, disciplinandone le funzioni e i compiti in materia di soccorso pubblico, prevenzione incendi, difesa civile e incendi boschivi; è inoltre modificato l’ordinamento del personale per gli aspetti non regolati da contrattazione collettiva, anche nell’ottica di una valorizzazione delle qualità professionali del personale.

Forze di polizia

Il decreto attua la delega per la revisione dei ruoli delle quattro forze di polizia (Polizia di Stato, Arma dei carabinieri, Corpo della guardia di finanza e Corpo di polizia penitenziaria) prevista dalla legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, al fine di migliorare l’efficienza delle istituzioni preposte alla tutela della sicurezza dei cittadini e della difesa del Paese e a valorizzare la professionalità ed il merito del personale.

Gli obiettivi perseguiti con la riforma dei ruoli sono i seguenti:

  • adeguare le dotazioni organiche complessive, rendendole congrue rispetto alla consistenza effettiva e ai diversi ruoli del personale in servizio;
  • semplificare e razionalizzare l’ordinamento professionale, rimodulando e valorizzando il percorso formativo, e riducendo i tempi di conclusione delle procedure;
  • ampliare le opportunità di progressione in carriera attraverso la valorizzazione del merito, della professionalità e dell’anzianità di servizio;
  • elevare il titolo di studio per l’accesso alla qualifica iniziale del ruolo di base, il possesso di titoli di studio universitari per la partecipazione al concorso o per l’immissione in servizio, dopo il corso di formazione iniziale, nelle carriere degli ispettori e dei funzionari e ufficiali;
  • ampliare e potenziare le funzioni, intervenendo anche sui relativi trattamenti economici, delle figure apicali del ruolo degli agenti e assistenti, dei sovrintendenti e degli ispettori;
  • valorizzare e riqualificare le carriere degli ispettori e dei funzionari e ufficiali;
  • adeguare la disciplina della dirigenza e dei relativi trattamenti, superando alcuni istituti ormai risalenti nel tempo.

Documento unico di proprietà degli autoveicoli

I dati relativi alla circolazione e alla proprietà dei veicoli saranno unificati in un “documento unico”.

Il documento unico di circolazione e proprietà sarà costituito dalla carta di circolazione, redatta su modello europeo e rilasciata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che sostituisce i due documenti attualmente previsti (carta di circolazione e certificato di proprietà), ferma restando la responsabilità in capo a ciascuna amministrazione (Ministero e Pubblico registro automobilistico-PRA) dei dati in esso contenuti.

Il documento unico riguarderà tutti gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi soggetti al regime dei beni mobili registrati.

Le carte di circolazione e i certificati di proprietà già rilasciati mantengono la loro validità fino a nuova modifica dei dati dei veicoli che imponga l’emissione di una nuova carta di circolazione. Consulenza Legale Roma

Fonte: Altalex

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