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Cassazione civile, sez. I, 13 giugno 2016, n. 12120

In presenza di una società di persone irregolare insolvente, della quale uno o più soci illimitatamente responsabili siano costituiti da s.r.l., il fallimento in estensione di queste ultime è una conseguenza prevista “ex lege” dall’art. 147 l. fall., senza che sia necessario accertarne la specifica situazione di insolvenza, e ciò anche nel caso in cui la partecipazione alla società di fatto sia stata assunta in assenza di previa deliberazione da parte dell’assemblea, dal momento che la disposizione di cui al comma 2 dell’art. 2361 c.c. è dettata in via esclusiva per le s.p.a.

La Suprema Corte richiama, a tal proposito, quanto statuito nella precedente sentenza n. 1095/2016 laddove era stata già ritenuta fallibile la società di capitali (nella fattispecie società a responsabilità limitata,) socia di una società di fatto insolvente.
Al fine della dichiarazione di fallimento, anche in tale occasione, è stata ritenuta non rilevante la circostanza che la partecipazione fosse stata assunta in mancanza della previa deliberazione assembleare e della successiva indicazione nella nota integrativa al bilancio, richieste dall’art. 2361 c.c., comma 2 (Cass. 1095/2016),
Proprio la partecipazione di una società a responsabilità limitata in una società di persone, anche di fatto, non esige il necessario rispetto dell’art. 2361 c.c., comma 2, dettato per le società per azioni, e costituisce un atto gestorio proprio dell’organo amministrativo, il quale non richiede – almeno allorché l’assunzione della partecipazione non comporti un significativo mutamento dell’oggetto sociale – la previa decisione autorizzativa dei soci, ai sensi dell’art. 2479 c.c., comma 2, n. 5.
Con esclusivo riferimento alle s.r.l., si è anche aggiunto che l’art. 111 duodecies disp. att. c.c. – che detta prescrizioni in tema di bilancio delle società in nome collettivo e in accomandita per azioni i cui soci illimitatamente responsabili siano unicamente società di capitali – si limita ad annoverare le s.r.l. fra le società che possono assumere partecipazioni in società di persone.

Con esclusivo riferimento alle s.r.l., si è anche aggiunto che l’art. 111 duodecies disp. att. c.c. – che detta prescrizioni in tema di bilancio delle società in nome collettivo e in accomandita per azioni i cui soci illimitatamente responsabili siano unicamente società di capitali – si limita ad annoverare le s.r.l. fra le società che possono assumere partecipazioni in società di persone. NomoLex Studio Legale

Fonte: MioLegale.it

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