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Per fronteggiare l’«accresciuto impegno» della Procura generale, la Corte di cassazione, il 17 novembre scorso, ha varato un “Protocollo di Intesa sulla trattazione dei ricorsi presso le Sezioni civili”. La finalità dell’atto è quella di creare un«raccordo tempestivo ed efficace tra la fase di ingresso dei ricorsi e relativa attività di selezione e spoglio» e «l’attività di selezione, valutazione e studio finalizzata alla formulazione delle conclusioni scritte da parte della Procura generale», a norma del nuovo articolo 380-bis del Cpc.

Il Dl 168/2016, convertito, con modificazioni, dalla legge 197/2016 recante “Misure urgenti per la definizione del contenzioso presso la Corte di cassazione», ha infatti stabilito una nuova disciplina del processo civile dinanzi alla Suprema corte. In particolare, il procedimento camerale è divenuto la «modalità ordinaria» di trattazione dei ricorsi in materia civile che non risultino avere valenza nomofilattica. Lo scopo, si legge in un documento di accompagnamento, è quello di arrivare ad una «maggiore celerità decisionale» ed a una «più marcata selettività dei ricorsi».

Dunque, per i ricorsi destinati alla trattazione presso le Sezioni civili ordinarie, il Protocollo stabilisce che i ruoli dell’adunanza in camera di consiglio e i correlativi fascicoli siano contestualmente resi disponibili alla Procura generale da parte dei Presidenti di sezione o comunque almeno sessanta giorni prima dell’adunanza. Gli Avvocati e i sostituti procuratori generali, poi, avranno accesso integrale ai dati del Sistema informativo civile (S.I.C.), con particolare riferimento «alle schede di classificazione e di spoglio, all’attribuzione del valore ponderale dei ricorsi e al sistema di ricerca “archivi”». Oltre a ricevere la segnalazione di ciascuna Sezione semplice circa la eventuale rilevanza della causa nell’ambito della trattazione camerale. Inoltre, le conclusioni scritte dei magistrati della Procura saranno inserite in formato PDF nel S.I.C., «non oltre il termine di venti giorni prima dell’adunanza in camera di consiglio, anche ai fini della successiva comunicazione per via telematica alle parti dei relativi processi», quando possibile. Previsti anche corsi di formazione presso il Ced per i magistrati.

Gli Avvocati generali preposti al servizio civile saranno informati del numero dei ricorsi pendenti presso ciascuna Sezione, di quelli depositati e in attesa di fissazione dell’udienza pubblica o dell’adunanza in camera di consiglio, e di quelli per i quali ciascuna Sezione semplice abbia già fissato la data dell’udienza pubblica o dell’adunanza in camera di consiglio. Cessa invece la trasmissione alla Procura generale dei ruoli delle cause fissate per la trattazione presso la sezione (VI) di cui all’articolo 376 del Cpc. Infine, per una corretta programmazione, la Corte darà tempestiva comunicazione alla Procura del calendario delle udienze e delle adunanze in camera di consiglio previste dalle Sezioni semplici, «con cadenza tendenzialmente semestrale».

Fonte: Diritto24

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