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Lo scandalo delle banche arriva anche a Sciacca. Si tratta della nota vicenda di acquisto di azioni bancarie che oggi valgono nulla. Una vicenda che ha interessato tantissimi italiani.

A Sciacca, diverse persone si sono già rivolte alla Federconsumatori. Hanno regolarmente sottoscritto i moduli di adesione all’acquisto di azioni della loro banca, accorgendosi poi però di aver perso un bel po’ di soldi. Persone che oggi invocano assistenza.

“Si tratta – riferisce l’avvocato Luigi Licari, responsabile della sede saccense – di correntisti che negli anni scorsi avevano acquistato azioni della Banca Popolare di Vicenza, a 62 euro ciascuna. Quelle stesse azioni, però, oggi valgono poco più di zero”.

L’avvocato Licari chiarisce che si stanno valutando tutte le iniziative più opportune necessarie per tutelare queste persone. C’è chi ha perso 10 mila euro, chi trentamila. Sono già partite le lettere di diffida. Al momento come risposta i vertici della banca hanno proposto una conciliazione, con l’impegno a restituire però appena il 10 per cento di quanto investito dai neoazionisti. Chi avesse acquistato azioni per ventimila euro se ne vedrebbe restituire soltanto duemila. È una vicenda nella quale potrebbero essere coinvolte altre persone. Federconsumatori le invita ad uscire allo scoperto.

Lo scandalo delle banche arriva anche a Sciacca. Si tratta della nota vicenda di acquisto di azioni bancarie che oggi valgono nulla. Una vicenda che ha interessato tantissimi italiani.

A Sciacca, diverse persone si sono già rivolte alla Federconsumatori. Hanno regolarmente sottoscritto i moduli di adesione all’acquisto di azioni della loro banca, accorgendosi poi però di aver perso un bel po’ di soldi. Persone che oggi invocano assistenza.

“Si tratta – riferisce l’avvocato Luigi Licari, responsabile della sede saccense – di correntisti che negli anni scorsi avevano acquistato azioni della Banca Popolare di Vicenza, a 62 euro ciascuna. Quelle stesse azioni, però, oggi valgono poco più di zero”.

L’avvocato Licari chiarisce che si stanno valutando tutte le iniziative più opportune necessarie per tutelare queste persone. C’è chi ha perso 10 mila euro, chi trentamila. Sono già partite le lettere di diffida. Al momento come risposta i vertici della banca hanno proposto una conciliazione, con l’impegno a restituire però appena il 10 per cento di quanto investito dai neoazionisti. Chi avesse acquistato azioni per ventimila euro se ne vedrebbe restituire soltanto duemila. È una vicenda nella quale potrebbero essere coinvolte altre persone. Federconsumatori le invita ad uscire allo scoperto.

Fonte: Corriere di Sciacca

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