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Diversi sono gli strumenti che uno studio può utilizzare per comunicare all’esterno: l’antesignano di tutti è senza dubbio la brochure. Ogni anno vengono spese migliaia di euro per scrivere, stampare e distribuire le brochure dello studio nella speranza che possano contribuire a catturare l’attenzione dei potenziali clienti e, in ultima analisi, apportarne di nuovi.

Nonostante gli sforzi e le risorse dedicate, la maggior parte dei professionisti ammette di essersi sentita dire, più di una volta, che raramente, quando anche arrivano sulla scrivania del cliente, le brochure vengono almeno sfogliate prima di finire direttamente nel cestino.

La verità è che molte brochure o non vengono realizzate bene o vengono utilizzate male: in moltissimi casi, infatti, pur a fronte della crescente convinzione che siano indispensabili, vengono in realtà ancora considerate più come un male necessario che un’opportunità per farsi conoscere e, nella peggiore delle ipotesi, una specie di “estensione” dei propri biglietti da visita.

La brochure, come il resto del materiale informativo prodotto dallo studio, deve essere progettata tenendo presenti gli effettivi comportamenti del possibile cliente in fase di lettura -e non in funzione dell’attenzione che si vorrebbe egli dedicasse al risultato di tanti sforzi.
In questo senso, è meglio ricordare che raramente, infatti, i lettori leggono l’intero contenuto di un documento o seguono l’ordine in cui viene proposto: in genere, piuttosto, scorrono rapidamente la pagina e si soffermano solo sulle informazioni più leggibili–generalmente quelle più evidenti, che per un motivo o per l’altro, “saltano agli occhi”. Così facendo, il lettore decide continuamente se approfondire il testo o se insistere ad utilizzare questo sistema di lettura “a scansione” che, in quanto rapido, consente di trattenere solo pochi concetti e, la maggior parte delle volte, di ricordare unicamente i passaggi più rilevanti.

Gli studi sul movimento degli occhi confermano questa tesi ma, senza andare così lontano, è sufficiente osservarsi per appurare che è effettivamente così. Ecco perché anche la brochure dello studio dovrà essere progettata per una “lettura a scansione”: raccontate quello che avete da dire dosando titoli, sottotitoli, figure, illustrazioni, didascalie, elenchi puntati e, in sintesi, tutto quanto contribuisce a rendere più agevole possibile questo tipo di lettura.

Più tempo il potenziale cliente spenderà per leggere con attenzione il materiale che ha ricevuto, più possibilità avrete che egli cominci a formarsi un’immagine positiva e si ricordi di voi e dello studio. Studio Legale Agrigento

Fonte: Lex Formazione

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