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La Corte di Cassazione, con la sentenza 18.12.2015 n. 25508, è tornata sulla questione dell’esenzione ICI per gli immobili degli enti ecclesiastici. Nel caso di specie è stato deciso che gode del beneficio fiscale di cui all’art. 7 co. 1 lett. i) del DLgs. 504/92 l’immobile di proprietà di una Fondazione di Culto, concesso in comodato d’uso gratuito ad una ONLUS, per perseguire le finalità di promozione, educazione e assistenza in favore di studenti universitari. Secondo i giudici, la condizione necessaria perché spetti l’esenzione della “utilizzazione diretta del bene da parte dell’ente possessore” varrebbe soltanto nelle ipotesi di “locazione” del bene ad altro ente, o di “concessione di beni demaniali”. Nel caso di specie, inoltre, tra i due enti (comodante e comodatario) esiste un rapporto di stretta strumentalità nella realizzazione dei loro compiti istituzionali, motivo per cui secondo la Corte si configurerebbe una fattispecie simile a quella considerata nella ris. Min. Economia e Finanze 4.3.2013 n. 4/DF, in cui l’Amministrazione finanziaria ha ritenuto che l’esenzione di cui alla citata lett. i) spettasse nell’ipotesi in cui l’immobile è concesso in comodato a un altro ente non commerciale appartenente alla stessa struttura dell’ente concedente per lo svolgimento di un’attività meritevole prevista dalla norma agevolativa. La Corte di Cassazione, con la sentenza 18.12.2015 n. 25508, è tornata sulla questione dell’esenzione ICI per gli immobili degli enti ecclesiastici. Nel caso di specie è stato deciso che gode del beneficio fiscale di cui all’art. 7 co. 1 lett. i) del DLgs. 504/92 l’immobile di proprietà di una Fondazione di Culto, concesso in comodato d’uso gratuito ad una ONLUS, per perseguire le finalità di promozione, educazione e assistenza in favore di studenti universitari. Secondo i giudici, la condizione necessaria perché spetti l’esenzione della “utilizzazione diretta del bene da parte dell’ente possessore” varrebbe soltanto nelle ipotesi di “locazione” del bene ad altro ente, o di “concessione di beni demaniali”. Nel caso di specie, inoltre, tra i due enti (comodante e comodatario) esiste un rapporto di stretta strumentalità nella realizzazione dei loro compiti istituzionali, motivo per cui secondo la Corte si configurerebbe una fattispecie simile a quella considerata nella ris. Min. Economia e Finanze 4.3.2013 n. 4/DF, in cui l’Amministrazione finanziaria ha ritenuto che l’esenzione di cui alla citata lett. i) spettasse nell’ipotesi in cui l’immobile è concesso in comodato a un altro ente non commerciale appartenente alla stessa struttura dell’ente concedente per lo svolgimento di un’attività meritevole prevista dalla norma agevolativa. Studio Legale Roma

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